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Rigenerazione del FAP: cos'è e cosa fare

Il filtro antiparticolato dei diesel si svuota bruciando la fuliggine che trattiene. Se la pulizia si interrompe spesso, il filtro si intasa. Ecco come accorgersene in tempo.

Che cos'è il FAP e perché si rigenera

Il FAP, filtro antiparticolato (DPF in inglese), trattiene la fuliggine dei gas di scarico dei motori diesel. Col passare dei chilometri si riempie, e la centralina lo svuota bruciandola: è la rigenerazione.

Per farlo porta i gas di scarico oltre i 550-600 °C, di solito con un'iniezione di gasolio in più. Una parte della pulizia avviene da sola quando viaggi a lungo in extraurbano, perché lo scarico è già molto caldo. Il resto lo decide la centralina, quando la fuliggine stimata supera una soglia.

Come accorgersi che è in corso

Molte auto non lo dicono in modo esplicito. I segnali tipici sono questi.

  • La ventola del radiatore continua a girare dopo che hai spento il motore.
  • Il minimo è un po' più alto del solito e lo start&stop non interviene.
  • Il consumo istantaneo sale senza un motivo evidente.
  • Si sente un odore acre, di caldo, quando scendi dall'auto.

Una rigenerazione dura in genere 10-20 minuti di guida.

Perché si interrompe e cosa succede

Si interrompe quando spegni il motore prima della fine, cosa che succede spesso con i tragitti brevi in città. Una rigenerazione interrotta ogni tanto non fa danni: la centralina riprova alla prima occasione.

Se però succede quasi sempre, il filtro non si svuota mai del tutto. Le rigenerazioni si avvicinano, si accende la spia del FAP e, nei casi peggiori, la centralina limita la potenza per proteggere il motore. Il gasolio iniettato nelle rigenerazioni interrotte finisce anche nell'olio, che si diluisce.

Cosa fare

  • Se ti accorgi che la rigenerazione è in corso, se puoi non spegnere: continua a guidare finché non finisce.
  • Se fai quasi solo città, concediti ogni tanto 20-30 minuti in extraurbano o in autostrada a motore caldo, a regime costante, intorno ai 2.000-2.500 giri.
  • Usa l'olio con le specifiche indicate dal costruttore per le auto col FAP, a basso contenuto di ceneri.
  • Su alcune auto il FAP usa un additivo con un serbatoio dedicato: va rabboccato alle scadenze del libretto.

Quando andare dal meccanico

  • La spia del FAP resta accesa anche dopo un viaggio lungo.
  • L'auto perde potenza o entra in modalità di emergenza.
  • Compare un codice come P2002, efficienza del filtro sotto soglia.
  • Le rigenerazioni diventano molto più frequenti di prima.

In officina possono avviare una rigenerazione forzata con lo strumento di diagnosi. Se il filtro è troppo carico, servono la pulizia o la sostituzione, che costano molto di più. Per questo conviene muoversi presto.

Come lo mostra DrivePulse

Nella Salute c'è la scheda Stato FAP. Dice se c'è una rigenerazione in corso, la temperatura del filtro, quando è stata l'ultima e com'è finita, e quanto è intasato il filtro rispetto alle tue uscite. Sulle auto che lo espongono mostra anche la fuliggine in grammi, letta dalla centralina.

Mentre il filtro rigenera lo vedi nel Cruscotto live con la fiamma arancione, nella pillola in alto dell'iPhone e su CarPlay, con il consiglio di non spegnere. Lo storico conta le rigenerazioni completate e quelle in cui il segnale si è perso, i chilometri medi fra una e l'altra e la stima della prossima. Se le rigenerazioni si avvicinano, l'Analisi te lo segnala.

Se un'auto non espone i dati del filtro, DrivePulse lo scrive chiaramente, invece di indovinare.

Domande frequenti

Ogni quanto si rigenera il FAP
Dipende dall'auto e da come la usi. Di solito passa qualche centinaio di chilometri fra una rigenerazione e l'altra, e meno con tanti tragitti brevi. Se l'intervallo si accorcia molto rispetto a prima, il filtro si sta caricando troppo o sta invecchiando.

Si può spegnere l'auto durante la rigenerazione
Si può, e una volta ogni tanto non succede niente: la centralina riprova alla prima occasione. Il problema è quando succede quasi sempre, perché il filtro non si svuota mai del tutto.

Cosa serve per leggerlo con iPhone

Basta un adattatore OBD2 ELM327 Bluetooth a basso consumo (BLE) o Wi-Fi, da inserire nella presa diagnostica, di solito sotto il volante. Tra quelli che funzionano con iPhone ci sono il Veepeak OBDCheck BLE e il Vgate iCar Pro 2S. Gli adattatori Bluetooth classici iPhone non li vede. L'elenco completo è nella pagina Quali adattatori funzionano.

DrivePulse è in sola lettura: non scrive niente nella centralina e non cancella i codici. Si prova per 15 viaggi o 7 giorni, il primo dei due, poi si sblocca con un acquisto unico, senza abbonamento e senza account.

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